Gainotti Luigi

Parma 1859 – Genova 1940

Nato a Parma, nel 1859, si trasferì a Genova in giovane età e, appena dodicenne, frequentò lo studio del pittore Nicolò Barabino.
Più tardi si iscrisse all’Accademia Ligustica ottenendo varî attestati (medaglie nel 1877, 1879).
Esordì a soli diciannove anni realizzando un grande e complesso affresco: Adorazione dei Re Magi, nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie, a Sampierdarena.
Opera ispirata dallo stesso soggetto realizzato da Nicolò Barabino sette anni prima, nella Parrocchiale di Camogli.
Comunque, il Gainotti, specialmente nell’esecuzione delle figure, è portato a distinguersi dal suo grande maestro andando a ricreare una pittura più aderente al reale.
Nel 1893 fu nominato Accademico di merito alla Ligustica e direttore della scuola di nudo.
Autore dalla produzione assai vasta realizzò numerosi affreschi religiosi e civili oltreché ritratti.
Collaborò intensamente presso lo studio di Nicolò Barabino a Genova e saltuariamente col Semino, guadagnandosi il soprannome di “pittore delle cento chiese”.
Fece parte della commissione per le elezioni della giunta Superiore di Belle Arti a dell’Associazione Nazionale degli artisti di Firenze (città nella quale operò a fianco del Barabino, anche dopo la morte del pittore Francesco Semino).
L’attività artistica del Gainotti legata alla soggettistica sacra rimase legata alla tradizione accademica, pur assumendo aspetti di sobrietà e semplicità, specie per ciò che riguarda

la disposizione delle figure, inserite in maniera armonica (senza grandi vuoti o affollamenti).
La sua attività si esplicò, anche, nella rara pittura di cavalletto, specie paesaggi, dove l’artista, finalmente libero dalle frequenti committenze, ci appare più spontaneo.
La libertà più grande egli la manifestò nel raffigurare i putti, gli angeli, gli amorini, i cherubini: finalmente svincolato dagli insegnamenti dell’arte ufficiale, in grado, per questo, di manifestare la sua espressività ed il suo sentimento.
Tra le sue opere più note ricordiamo il dipinto La Domenica delle Palme in Valle Stura e poi La Madonna di Pompei, nell’Abbazia di San Matteo; Sacro Cuore, nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie di Genova.
Una delle sue realizzazioni più importanti, purtroppo andata distrutta, è l’affresco della volta del Teatro Carlo Felice, eseguito nel 1892.
Un altro grande affresco è quello rappresentato da una coppia di vaste mezzelune, sovrastanti gli organi maggiori della Collegiata di Nostra Signora delle Vigne. Sue opere sono conservate a Genova nella chiesa di San Teodoro; nel Santuario di Gesù Nazareno (affreschi); a Genova-Bolzaneto, Parrocchiale; Genova-Sampierdarena, chiesa della Cella; Genova-Sestri, chiesa di San Giovanni Battista; Genova-Voltri, chiesa di Sant’Erasmo. Tra gli affreschi civili ricordiamo quelli eseguiti nel Palazzo Cambiaso e nel Palazzo Raggio. In conclusione ricordiamo che il Gainotti avviò alla pittura la figlia Ada.