Marussig Piero

Trieste 1879 – Pavia 1937

Dopo essersi formato nella città natale sotto la guida di Eugenio Scomparini, un allievo di Grigoletti, decide di completare la sua formazione viaggiando tra le principali città europee, quali Vienna, Monaco e Parigi, dove viene a contatto con gli impressionisti, Van Gogh, Gauguin, Cézanne e Seurat.
Nel 1903, si reca a Roma per approfondire la sua conoscenza dei classici, appassionandosi specialmente a Tiziano.
Tornato a Trieste, continua con una pittura tonale dalle dominanti pallide e azzurrate, alternando sperimentazioni con l’acquaforte.
Del 1906 è la sua prima mostra documentata, all’Esposizione di Milano per l’inaugurazione del nuovo valico del Sempione
Intorno al 1912 avviene la sua prima svolta espressiva: nelle opere di ascendenza secessionista e monacense si insinua un’accensione espressionista del colore.
In occasione di una mostra alla Galleria Vinciana di Milano, nel ‘1919 viene a far parte della cerchia di Margherita Sarfatti. Si trasferisce quindi a Milano, dove abiterà fino alla morte.
Nel ‘20 abbandona il periodo espressionista, approdando a un linguaggio più classico.
insieme a Bucci, Dudreville, Funi, Oppi, Malerba, Sironi e la Sarfatti si incontra periodicamente alla Galleria Pesaro per costituire un gruppo che persegua una “classicità moderna”, cioè una forma classica reinterpretata secondo una ricerca di sintesi. Il gruppo verrà chiamato Novecento Italiano (nome coniato da Bucci).
26 marzo 1923: si inaugura alla presenza di Mussolini la mostra permanente del “Novecento” alla Galleria Pesaro. Marussig, con Funi, Sironi, Oppi e Malerba sono presenti alla vernice,Nel 1925 Marussig entra a far parte del Comitato Direttivo del Novecento

Italiano, composto dalla Sarfatti ,sei artisti (Marussig, Funi, Sironi, Tosi, Wildt e Salietti, segretario del gruppo) e Gaspare Gussoni futuro proprietario della Galleria Milano
Intorno al 1928 si avverte un nuovo mutamento nella sua pittura, che si apre a esiti cromatici più intensi. La sobrietà di tinte tipica della prima stagione novecentista lascia il posto a una stesura smaltata e luminosa.
A marzo si inaugura con la mostra “Sette pittori moderni” (Bernasconi, Carrà, Funi, Marussig, Salietti, Sironi e Tosi) la Galleria Milano
Ma l’anno successivo si accentua il distacco di Marussig dallo stile del primo novecentismo, caratterizzato da una forma “decisa e precisa”, come teorizzava la Sarfatti. Il disegno appare ora più libero e mosso, con una tendenza compendiaria che si intensifica negli anni.
Nel gruppo novecentista il suo colore è ora fra i più accesi.
In questo periodo frequenta assiduamente la Liguria, ospite di Francesco Messina con cui stringe una viva amicizia e che eseguirà un suo famoso ritratto.
Nel 1934 la sua pittura supera il pittoricismo veloce e impressionistico e torna a un disegno più preciso e compiuto.
In aprile del 1937 la mostra del Milione si sposta da Milano a Genova, alla Galleria Genova, con il titolo “Venti firme dell’arte vivente”.
In quell’occasione Marussig si reca nella città ligure, ma a luglio è costretto a ricoverarsi in ospedale al Policlinico di Pavia, accompagnato dall’amico Francesco Messina, per una grave malattia al fegato.
Morirà il 13 ottobre dopo una lunga degenza per cirrosi epatica.