Vaccari Alfredo

Torino 1877 – 1933

Noto pittore e illustratore, iniziò gli studi accademici a Brera, dove si iscrisse appena tredicenne; allievo del pittore Vespasiano Bignami, che fu tra i fondatori, nel 1872, della Famiglia Artistica di Milano, oltreché famoso umorista e vignettista.
Il Vaccari ne seguì inizialmente l’esempio, collaborando con prestigiose riviste tra le quali “Le Monde illustré”, di Parigi.
Preferibilmente raffigurava animali e soggetti venatori e proprio questa sua predisposizione lo portò ad essere consacrato come uno dei più noti esperti di questo genere pittorico.
Nel suo periodo di apprendistato a Milano, ricordiamo anche gli insegnamenti ricevuti dal noto acquarellista Camillo Rapetti.
Alfredo Vaccari visse per qualche tempo a Londra, prima di trasferirsi a Parigi, dove nel 1910 espose cinque ritratti al Salòn d’Automne ed intensificò i suoi rapporti professionali con i più noti pittori animalisti (animaliers) della Società degli Artisti Francesi.
Data al 1914 il suo trasferimento a Genova e l’inizio della partecipazione alle più importanti rassegne espositive; fu particolarmente apprezzato come pittore ritrattista, paesaggista e animalista.
Prese parte alle Promotrici genovesi tra il 1910 e il 1925, oltre ad esporre con successo in numerose rassegne italiane e straniere: Torino, Napoli, Venezia (dove realizzò dipinti di rara bellezza e intensità), Londra, Parigi, ecc.
Tra i ritratti da lui eseguiti ricordiamo quelli raffiguranti Sem Benelli, l’ing. Isnardi, la

Marchesa Cambiaso, la bambina Mongiardino, il principe di Piemonte.
Una mostra importante alla quale partecipò fu quella organizzata nel 1919 a Palazzo Bianco, Genova, dove ricevette le lodi del pittore e critico d’arte Orlando Grosso.Insignito del Premio Ambrosiano nel 1922, partecipò alla II Biennale di Arti Decorative di Monza del 1925, dove espose Dramma nella valle e Paesaggio.
A questa mostra parteciparono, anche, e con successo,numerosi artisti liguri: Giuseppe Sacheri, Alberto Issel, Aurelio Craffonara, Cornelio Geranzani; gli scultori Pietro Albino, Eugenio Baroni, Edoardo De Albertis, Cesare Giarusso.
Nel 1929 fu organizzata una sua Personale a Genova, dove presenziò con ben settanta opere raffiguranti prevalentemente animali nel contesto del paesaggio. In questa circostanza fu sottolineata la sua fama di pittore animalista, assai apprezzato dalla critica e dai collezionisti.
Il Vaccari studiò con molta serietà l’anatomia degli animali, oltre che gli aspetti psicologici e sentimentali, in questo sorretto da un disegno realistico e da un vivo colorismo.
Fra gli animali predilesse i cani e i cavalli, in quanto riusciva a coglierne le movenze e le immobilità e l’espressività degli occhi.
Nel 1932 ricevette la nomina di Accademico di Merito presso la Ligustica di Genova; dalla Critica fu accostato al pittore Giuseppe Raggio (sensibile interprete della campagna romana). Sue opere presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi.