Come valutare un mobile antico: 8 imprescindibili passaggi

Come valutare un mobile antico? Innanzitutto, dovete sapere che vengono definiti mobili antichi tutti quei pezzi antecedenti al 1840, anno in cui è cominciata la meccanizzazione degli attrezzi e, quindi, la produzione in serie delle parti dei mobili.

Premettendo che un mobile antico è sempre bello, vediamo alcune regole fondamentali per imparare a valutare un mobile antico e non farsi imbrogliare.

Come valutare un mobile antico: 8 regole d’oro  

Come vi abbiamo anticipato, un mobile antico è un pezzo d’arredamento antecedente al 1840, quindi per prima cosa accertatevi della data di provenienza.

Ma come valutare un mobile antico diventando acquirenti esperti e consapevoli? Un pezzo d’opera originale si può riconoscere a vista d’occhio grazie alla sua plasticità, ai rilievi intagliati con eleganza e perfezione e alle incrostature realizzate con strumenti manuali.

Ma per chi non ha ancora esperienza in questo settore, è possibile valutare un arredo antico seguendo i nostri 8 consigli: solo così riuscirete ad evitare gli imbrogli più comuni del mondo dell’antiquariato!

valutare mobile antico

  1. Capire la provenienza  

La prima regola quando si sta per acquistare un mobile antico è capire se appartiene davvero all’epoca con cui è stato datato e quindi accertarsi che si tratti di un originale.

Per conoscere provenienza e paternità seguite i nostri esempi:

-Se si tratta di un pezzo francese, deve avere lo stampiglio, in genere nascosto in parti poco visibili, oppure la firma con inchiostro grasso su legno tenero. Se è presente lo stampiglio, sappiate che il mobile appartiene ad un’epoca tra il 1741 (anno in cui vennero obbligati per legge) e il 1791
-Se invece avete a che fare con mobili di provenienza genovese, troverete quasi per certo dei decori intarsiati a quadrifoglio
– Si potrebbe trattare di un arredo di provenienza inglese di fine Settecento, inizio Ottocento (stile Sheraton), se invece è impiallacciato con un’essenza tendente al colore ocra con delle venature piumate.

Infine ricordatevi che i mobili lombardi del Settecento si distinguono per delle cornici sottili e scure che incorniciano cassetti e ante.

  1. Riconoscere il materiale  

Un passo importante per imparare a valutare un mobile antico, riguarda il riconoscimento del materiale con cui è stato realizzato.

 

Inizialmente le strutture dei mobili venivano realizzate in noce o in rovere, poi si iniziò a preferire il mogano.
Durante il periodo napoleonico, in seguito al divieto di importazione di legni esotici, iniziarono a prevalere i legni locali, di colore chiaro, e legni da frutto come il pero e il limone.

Per darvi un’idea, i mobili provinciali, realizzati In Francia e in Italia, avevano uno stile più semplice ed erano realizzati con legni più economici, in particolare nelle strutture.

Per le rifiniture, invece, si usavano legni più scuri (ebano, violetto …).

  1. L’essenza è originale o colorata?  

Come valutare un mobile antico se non dalla sua essenza? Spesso accade che il legno utilizzato per gli arredi antichi sia più povero di quello che potrebbe sembrare.

Soprattutto nei primi dell’Ottocento, infatti, molti artigiani tendevano a colorare i legni poveri, facendoli bollire insieme a sale di tartaro, verniciandoli e infine ritoccandoli con un pennello piatto per imitare al meglio le venature.
Quindi, diciamo che l’imitazione di un legno di pregio, realizzata con venature finte e verniciatura, si può facilmente intuire se si ha un po’ di esperienza.

Certo è che per capire se l’essenza è originale o colorata, sarebbe meglio conoscere bene il legno e le sue caratteristiche: per esempio, se un mobile è pitturato in superficie, basta cercare qualche graffio oppure osservare le parti più nascoste per scovare il colore di sottofondo.

  1. Verificare lo spessore del legno 

Come fare a verificare lo spessore del legno? Nella valutazione antiquariato è importante capire lo spessore del legno per riconoscere l’epoca di provenienza.

Per esempio, se avete davanti un mobile impiallacciato, dovete verificare lo spessore dello strato nobile. Si parla invece di lastronato quando lo spessore è maggiore di 2-5 mm: in tal caso si tratta di un pezzo di maggior valore perché risale sicuramente a un’epoca precedente alla metà dell’Ottocento.

Un altro consiglio? Se l’impiallacciatura è realizzata in radica, accertatevi che le marezzature non siano false!

E ricordatevi che il legno tende a restringersi e, di conseguenza, è probabile trovare delle crepe che ne accertano l’originalità (perché sono impossibili da copiare!) e ci aiutano a controllare il suo spessore.

  1. Controllare intarsi o tarsie  

Tutti i mobili originali, quindi fatti a mano, sono meravigliosi ma anche imperfetti! Anche i più grandi maestri non riuscivano a realizzare decori identici l’uno con l’altro.

Per capire se un decoro è stampato (oggi esistono macchine che creano decori che fanno sembrare i mobili davvero preziosi), guardate lo spessore che in genere è inferiore a un foglio di carta.

  1. Trovare le imperfezioni

Come vi abbiamo anticipato nella nostra guida su come valutare un mobile antico, spesso sono proprio le imperfezioni a indicare l’autenticità di un pezzo.

Osservate con attenzione modanature, intarsi e curvature dei masselli strutturali e gli intagli, perché possono rivelare le loro origini: prima del 1840 erano sicuramente interventi fatti a mano e quindi pieni di impercettibili imperfezioni. 

  1. Valutare la lavorazione mobile antico 

Come è stato lavorato il mobile antico? Andate e osservare le parti interne e la struttura: una volta che ci avrete fatto l’occhio, non sarà difficile capire se un taglio è stato fatto con una sega manuale o circolare, oppure se i tagli sono stati realizzati da seghe meccaniche (in genere sono più lisci e uniformi).

State attenti anche alle giunzioni delle parti strutturali per vedere se sono ad incastro oppure inchiodate: negli arredi di alto valore artigianale, soprattutto tra il 1650 e il 1790, non venivano quasi mai utilizzati chiodi e viti.

Se invece vi affidate ad un esperto, questo si impegnerà a collocare il mobile nella sua epoca e verificherà l’eventuale presenza di colle di origine vegetale o animale, oppure di colle sintetiche.

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  1. Come riconoscere la laccatura

Come ultimo consiglio per imparare a valutare mobili antichi, non potevamo che parlarvi della laccatura. Sì, perché esistono diverse tipologie di laccatura, in particolare:

  • Coromandel, laccatura originale cinese di alto spessore, con tonalità brune, oro e verde scuro;
  • Sandracca, utilizzata soprattutto dai veneziani su supporto di carta disegnata;
  • Vernis Martin, molto usata in Francia, era stata inventata dai fratelli Martin perchè molto simile alla laccatura cinese Coromandel;
  • Gommalacca, laccatura ottenuta da una resina organica poi sciolta in alcool e stesa in più fasi. Quando trovate la gommalacca, il mobile in genere è posteriore al 1800 perché, anche se è conosciuta in Europa dal 1590, prima veniva usata soltanto per pezzi pregiati come i violini Stradivari.

Avete capito come valutare un mobile antico? Non si tratta di un’operazione affatto semplice, quindi, se non avete esperienza, vi consigliamo di affidarvi ad un esperto! Contattaci Subito, scegli la professionalità e l’esperienza di Vendiarte!