Modernariato: mobili e oggetti di valore in stile’900

Una tendenza sempre più diffusa per arredare gli ambienti domestici e non solo, è quella di utilizzare oggetti provenienti dal secolo scorso divenuti dei veri e propri “cult”, i cosiddetti oggetti di modernariato. Questi si trovano davvero ovunque: dalle nostre abitazioni, ai luoghi pubblici, dai ristoranti, agli uffici, e soprattutto nelle cosiddette “cantine delle nonne” e intercettano sempre di più i gusti e gli stili delle nuove generazioni.

Il loro segreto? Richiamano il passato senza sconfinare nell’antico, comunicano discrezione con le loro forme semplici e pulite e grazie all’uso di materiali poveri appaiono semplici, quasi senza tempo, e rappresentano l’inizio di quello che oggi viene comunemente chiamato design.

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Prima di addentrarci nel variegato mondo del modernariato è utile sottolineare che la nascita del design in Italia rispetto a Francia, Inghilterra e Germania è partita in ritardo a causa del tardivo sviluppo di una solida tradizione industriale.

Di conseguenza in Italia si inizia a parlare di design negli anni ‘30 anche se allora veniva definito arte decorativa ed è per questo che nel Belpaese i primi oggetti di modernariato vengono fatti risalire a quel decennio. 

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Per prima cosa è bene definire il concetto di modernariato per capire meglio l’ambito in cui ci stiamo per addentrare.

Per modernariato si intende la produzione di oggetti e arredi, concepiti a partire dagli anni ’30 fino agli ’80 del ‘900. Questi, infatti, risultano essere una vera e propria rivoluzione del gusto e del modo di intendere l’arredamento (ma anche gli oggetti di uso comune) che ha portato il design, la moda e l’architettura verso il consumo di massa. Il modernariato ha modificato la concezione stessa di ambiente domestico portandola verso quello che oggi viene definito industrial design.

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Il modernariato va quindi a pescare tra tutti quegli oggetti che non appartengono più alla contemporaneità,  ma riescono a evocare, a differenza dell’antiquariato, un passato relativamente recente, quello dell’Art Déco, dell’oggettistica, del design.

Uno degli elementi fondamentali per riconoscere un oggetto di modernariato, oltre ovviamente alla data di produzione, che abbiamo detto deve essere compresa tra gli anni ‘30 e gli anni ‘80 del secolo scorso, è lo stile: gli oggetti di modernariato si caratterizzano, infatti, per la pulizia, la semplicità delle linee e per i materiali con cui sono realizzati c:il legno, la pelle, il teak, il lino e la plastica, quest’ultima simbolo per eccellenza del boom economico e della produzione di massa che ha caratterizzato la seconda parte del’900.

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I mobili di solito si presentano con colori neutri come bianco, marrone, avorio e grigio, ma non è sempre così e infatti, non è raro imbattersi in un mobile dai colori accesi o pastello prodotto negli anni ’50 o ‘60. Se il mobilio di solito ha colori gentili, lo stesso non non si può dire per gli oggetti più piccoli di uso comune. Nello stile moderno, il colore nella maggior parte dei casi è usato per attirare l’attenzione su oggetti specifici come: sculture, vasi, quadri, telefoni, lampade, radio e anche frigoriferi o divani. I colori più comuni sono, quindi: rosso, blu, giallo ed arancio.

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Oggi, gli oggetti più apprezzati dagli amanti di questa nuova visione dell’antiquariato sono quelli degli anni ’50, perché rappresentano bene il netto distacco con lo stile e i materiali usati per realizzare gli oggetti che oggi appartengono al settore dell’antiquariato. Gli anni ’50 sono, infatti, il periodo in cui si afferma l’industrial design come stile in grado di portare nelle case e nella quotidianità delle persone comuni, e non solo di quelle più facoltose, il cosiddetto design d’avanguardia.

Oggi lo stile moderno è uno dei più amati quando si tratta di arredare casa e darle un tocco di energia e vitalità, anche solo aggiungendo un dettaglio di altri tempi. Sono sempre di più, inoltre, le persone che decidono di iniziare la propria collezione di oggetti di modernariato, curiosando meticolosamente tra mercatini, fiere e portali online specializzati in questo stile di arredamento capace di mescolare il recente passato con il presente, un po’ come avviene in altri ambiti della società come nel cinema, nell’arte, e nell’abbigliamento.

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