Gola Emilio

Milano 1851-1923

Gola, di famiglia nobile, venne incoraggiato all’arte dal padre a sua volta pittore dilettante.Laureatosi in ingegneria, si dedicò alla pittura coltivandola sotto la guida di Sebastiano De Albertis e traendo vantaggio dai numerosi viaggi all’estero, in Francia e in Olanda, inaugurati nel 1868 da un soggiorno parigino.
Bene introdotto nell’ambiente aristocratico lombardo, esercitò il proprio talento di ritrattista prediligendo sin dagli anni Ottanta figure femminili della nobiltà milanese, che fermo in immagini dove il piglio energico e abbreviato della pittura nulla toglie al risalto mondano delle effigiate; esemplare in tal caso “Maria Chiara Arese Pallavicino” (1884), mentre nel 1889 un ritratto femminile valeva all’artista la medaglia d’oro alle Esposizione Universale di Parigi.

L’uso energico del colore sfoggiato in una ritrattistica accesa in improvvisi guizzi cromatici, caratterizzò pure l’interesse del pittore per il paesaggio; ai numerosi scorci dei navigli milanesi dipinti negli anni Novanta affiancò vedute della Brianza, approfittando dei frequenti soggiorni nella casa di famiglia a Olgiate Molgora per dipingere opere come “Balloncello di Mondonico” (1905).
Negli ultimi anni il pittore ormai sempre più spesso attivo tra la Liguria e Venezia, nutrì un interesse crescente per le marine, genere sul quale si concentrò operando un’ulteriore sintesi del proprio linguaggio sino ad approdare ad esiti di grande energia espressiva.