Mariani Pompeo

Monza (MI) 1857 – Bordighera (IM) 1927

Avviato dal padre alla carriera bancaria, l’abbandonò ben presto dedicandosi con grande passione alla pittura. Studiò con Eleuterio Pagliano e con lo zio Mosè Bianchi, che lo seguì sempre con grande affetto.
Mariani partecipò alle Esposizioni di Brera dal 1881 e, nel 1882, ottenne il Premio Fumagalli.
Al ritorno da un suo viaggio in Egitto, compiuto con Uberto dell’Orto e Sallustio Fornara, iniziò la sua rapida ascesa artistica.
Partecipò con successo a numerose Esposizioni, sia in Italia che all’estero.
Nel 1884 vinse a Brera il Premio Principe Umberto, mentre nel 1885 vinse a Parigi una medaglia d’oro.
Partecipò frequentemente alle Biennali veneziane (nel 1895, 1897, 1903, 1905, 1907, 1909, 1914).
Numerose le sue partecipazioni alle rassegne espositive genovesi (anche con lo zio Mosè Bianchi).
Mariani fu grande pittore paesaggista, marinista e ritrattista, esponente del Vedutismo lombardo di matrice impressionista.
Raffigurò il paesaggio del Parco e della campagna di Monza (dove aveva il suo studio).

Sul finire dell’Ottocento iniziò a frequentare Bordighera, dove si stabilì definitivamente nel 1909.
Iniziò a raffigurare e ad interpretare in maniera impareggiabile il mondo aristocratico della Riviera, sia ligure che francese: i frequentatori dei Casinò, i saloni delle feste e le passeggiate a mare.
Particolare efficacia raggiunse nel ritrarre le figure femminili, riccamente abbigliate, sottolineando anche, con grande maestria e sensibilità, 1’aspetto psicologico.
Pompeo Mariani eseguì numerose opere su carta: disegni, acquarelli, tempere.
Fu anche un ottimo acquafortista.
Sue opere presso
la Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi (“La sposa del mare”, “La pittrice”);
la Galleria d’Arte Moderna di Milano (“Impressioni di Montecarlo”, “Il Ticino alla Zelada” e “Casolari rustici a Gignese”);
la Galleria d’Arte Moderna di Roma (“Sala dei passi perduti a Montecitorio”);
la Collezione Turri a Milano (miniature).