Raimondi Aldo

Roma 1902 – Erba (CO) 1998

Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, a ventidue anni, quando vinse una cattedra presso l’Istituto d’Arte di Parma era già un artista fatto e s’inserì senza sforzo in un ambiente non facile che gli divenne subito amico per le straordinarie doti native, per la sicurezza del mestiere e il carattere accattivante.
Nel 1928 il podestà di Parma 1′ «incaricò di eseguire una serie di studi ed acquarelli della città vecchia specie nell’oltretorrente» come risulta nell’autobiografia, divulgati nel 1983 e nel 1984 da pubblicazioni della Cassa di Risparmio di Parma. Glauco Lombardi poco dopo nel 1930 lo aiutò ad immaginare le sale arredate del palazzo Ducale di Colorno (Parma), che tradusse all’ acquarello con straordinaria abilità. Dopo nove anni, nel 1938, per chiara fama

fu chiamato a insegnare acquarello all’Accademia di Brera (Milano), cattedra che lasciò nell’immediato dopoguerra per dedicarsi a tempo pieno alla professione.
Dal 1938 al 1940 aveva sostituito Achille Beltrame nell’illustrazione della «Domenica del Corriere»; in seguito fu chiamato ad illustrare «Il Popolo di Torino».
Fece il ritratto delle più note personalità del suo tempo: di tre papi e di diversi artisti (Mascagni, Petrolini, Gigli). Tra il 1981 e il 1983 ha avuto l’onore di vedere alcune sue opere sui francobolli emessi dalle Poste Italiane .
L’Amministrazione comunale di Milano gli organizzò nel 1984 una antologica presso l’Arengario.